Amichevoli estive: 8-0 al Quercia contro il San Rocco

Sabato 8 agosto 2015, stadio Quercia di Rovereto. Tutt’attorno al rettangolo di gioco il cielo non lascia presagire nulla di buono. Verso la Busa, tanto cara a Marinaro “Bomber della busa”  per ovvi motivi, le nuvole infastidiscono i tanti turisti accorsi sulle sponde del Benaco per il weekend. Lo Stivo, che sovrasta e divide le città di Arco e Rovereto, con i suoi 2054 metri s.l.m è abbracciato da nuvole che non permettono di vederne la cima: “El g’ha el capel” dicevano anni fa i nostri avi. La stessa cosa diciamo noi oggi. Trentini, fedeli alle tradizioni, paesani gelosi:  “Quando el Stif el g’ha el capel o che piove o che fa bel” dicono in molti. Altri invece pensano che se ha il cappello devi tornare a casa a prendere l’ombrello. Cambia il detto, non cambia la sostanza. Non sbaglia mai lo Stivo. E’ come le cipolle. Verso est invece, verso il Lancia, la Vallarsa, il Pasubio, lo Zugna, piove già. C’è tensione. Lo sentiamo anche noi. La manifestazione “Da en bait al altro – 2015”, prevista per il giorno successivo, potrebbe non svolgersi. C’è chi, a Vanza, da settimane prepara l’orzetto per questa fantastica passeggiata eno-gastronomica-culturale tra le alture del Pazul (Pasubio). Tutti sperano! Dai Matteo, che domani è bello. Il giorno successivo, gli scongiuri vengono ascoltati dagli dei del cielo. Sole, tanto sole. Prelibato orzetto. Lacrime agli occhi anche per Gordon Ramsey: “La cucina di Matteo è imbattibile. Sono felice di lasciare il testimone a lui”. Matteo è umile però e declina l’invito: “Non rivelerò mai la mia ricetta al mondo intero. Mai!” Giusto così. Grazie Matteo! Eccoci. A nord, verso Tridentum la situazione è normale: nubi nere si alternano a momenti di celeste. Vi chiederete come faccio a ricordarmi il tempo: sto attento, semplice. Non ho volutamente parlato del tempo sopra il campo. Ricordate all’inizio, si parlava di tutt’attorno. Perché sopra il Quercia qualche raggio di sole si vede. Forse Helios e Apollo hanno deciso di prendersi una pausa, giocare a carte e fermarsi proprio sopra il manto erboso di Rovereto. Chissà. Detto ciò passiamo alle cose importanti. Le zebrette del duo Manica-Giovanazzi affrontano il San Rocco di Senad Slomic, squadra che milita nel campionato di seconda categoria trentina. Giovani i ragazzi di Senad, molto giovani ma volenterosi di mettersi in luce. Dopotutto, lo ricordo, giocano allo Stadio Quercia, contro il Rovereto. Forse qualcuno di loro brama, in futuro, di vestire i gloriosi colori bianconeri. Il Rovereto invece si presenta praticamente al completo: da sottolineare il ritorno dal mare di “Justin Bever” Manica e del portiere Daniele Pinter. Finalmente!

La partita è vivace fin da subito. Il Rovereto macina gioco, segue il diktat iniziale di Savitr, “colui che incita” (divinità indiana): “Obbligatorio: palla a terra e niente lanci”. Tiki taka incessante e molte occasioni sprecate nel primo tempo. “Everwood” Chiodini non è mai impegnato. Alla fine della prima frazione il risultato è di 2-0 per le zebrette: in rete il “Bomber della busa” e Ponticelli, soprannominato nelle ultime settimane “il giocatore più forte di Ca’ Bianca”. Nel secondo tempo il Rovereto cambia giocatori e in parte anche modo di giocare. I lanci si fanno più frequenti, conseguenza della linea altissima di difesa dei giocatori del San Rocco e le reti piovono a grappoli: doppia del “Bomber della Busa”, tripla di Marco “Sam” Tranquillini (l’acronimo SAM sta per “Surface to Air-Missile” – Missile superficie-aria) ed eurogoal di Federico Ignaccolo con pallonetto di tibia dalla trequarti! A fine partita strette di mano, pacche sulle spalle e meritata doccia, panino e birretta dal Bruno. Poi chissà.

Forza Rovereto, sempre.