Archivio dell'autore: Marco Giovanella

Il Rovereto si aggiudica il 23° Torneo Città di Mori “Giuseppe Zanghielli”

I bianconeri del duo Manica-Giovanazzi si aggiudicano il 23° Torneo città di Mori Giuseppe Zanghielli. In campo, per il triangolare, Mori Santo Stefano, Comano (entrambe le squadre militano nel campionato trentino di Eccellenza ) e Rovereto.
Nella prima partita di ’45 minuti le zebrette affrontano la compagine di mister Davide Zoller. I gialloverdi, retrocessi l’anno scorso e volenterosi di fare nuovamente il salto di qualità, mettono in campo una squadra giovane ma di esperienza, capace di tenere in mano le redini del gioco, di creare azioni pericolose a ripetizione e di bucare la porta di “Everwood” Chiodini per ben due volte. Il Rovereto alterna buone azioni a momenti di black-out totale. E’ proprio da due errori commessi dai bianconeri che i moriani riescono a segnare, prima con Holler, caparbio nello sfruttare una sponda di Pedrotti e poi con il giovane Nicolodi. I ragazzi di Manica-Giovanazzi provano a reagire ma con poca incisività: in due occasioni però è bravo il portiere avversario Todesco: su “Surface-to-Air-Missile” Tranquillini e sulla bomba del “giocatore più forte di Cà Bianca” Ponticelli dai 30 metri. Sul finire del match il Rovereto accorcia le distanze: il “Bomber di Castellano” Dacroce mette in mezzo un’ottimo pallone che“il Bomber della Busa” deve solo appoggiare in rete. 2-1, partita finita.
Avendo perso il primo scontro il Rovereto è costretto ad affrontare immediatamente il Comano di mister Ferrari. Intanto, sopra il Comunale, è scesa la notte. Si accendono i fari. E con i fari si accendono anche le zebrette. Il Comano lascia più spazi e questo consente agli uomini di Manica-Giovanazzi di imporre facilmente il tiki-taka. Le sortite roveretane permettono ai roveretani di passare in vantaggio già al 6°: dopo un’ottima azione corale il “Bomber di Castellano” supera con un pallonetto il portiere avversario; “Il Bomber della Busa”, lesto come Inzaghi ai tempi d’oro, si avventa sul pallone e deposita in rete di testa. 1-0. Sulla cresta dell’onda il Rovereto morde ancora: “il Bomber di Castellano” recupera palla sulla trequarti, supera alcuni uomini con dribbling fulminei e dai 20 metri batte con un preciso rasoterra Rossi. 2-0. Da qui alla fine il risultato non cambierà più. Al triplice fischio il Rovereto deve solo sperare in una vittoria del Comano contro il Mori. L’1-0 sarebbe il risultato perfetto che permetterebbe alle zebrette di vincere il torneo e prendersi una bella soddisfazione. Detto fatto. Comano batte Mori 1-0 con rigore di Poli. I giocatori bianconeri sorridono, chi al bar, chi a bordocampo. Seguono la partita tesi. Molti penseranno: “É solo un torneo estivo dove i veri valori lasciano spesso il posto a tatticismi e tentativi di trovare il miglior assetto di gioco”.
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Beh, abbiamo vinto noi e possiamo esserne felici, perché nel terzo anno di autogestione affrontare squadre così ben organizzate e vincere ci consente di guardare avanti con fiducia e di spenderci sempre di più nel progetto Cooperativa. Dopo la premiazione pasta per tutti. Doppia razione per tutti. Alcuni bramerebbero anche la terza. “Colui che incita” mette il veto. Poco importa. Va bene così.
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Abbiamo vinto noi, vestiti casual, senza tuta né stemmi. Senza soldi né campi di proprietà. Noi, animati solo da una passione senza confini e accerchiati da staff e tifosi senza eguali. Noi.

Ultima cosa: complimenti agli avversari per l’impegno dimostrato sul campo e in bocca al lupo ad entrambi per il campionato!! E grazie ancora alla dirigenza del Mori per la buonissima pasta!!!!

Forza Rovereto, sempre.

Amichevoli estive: 8-0 al Quercia contro il San Rocco

Sabato 8 agosto 2015, stadio Quercia di Rovereto. Tutt’attorno al rettangolo di gioco il cielo non lascia presagire nulla di buono. Verso la Busa, tanto cara a Marinaro “Bomber della busa”  per ovvi motivi, le nuvole infastidiscono i tanti turisti accorsi sulle sponde del Benaco per il weekend. Lo Stivo, che sovrasta e divide le città di Arco e Rovereto, con i suoi 2054 metri s.l.m è abbracciato da nuvole che non permettono di vederne la cima: “El g’ha el capel” dicevano anni fa i nostri avi. La stessa cosa diciamo noi oggi. Trentini, fedeli alle tradizioni, paesani gelosi:  “Quando el Stif el g’ha el capel o che piove o che fa bel” dicono in molti. Altri invece pensano che se ha il cappello devi tornare a casa a prendere l’ombrello. Cambia il detto, non cambia la sostanza. Non sbaglia mai lo Stivo. E’ come le cipolle. Verso est invece, verso il Lancia, la Vallarsa, il Pasubio, lo Zugna, piove già. C’è tensione. Lo sentiamo anche noi. La manifestazione “Da en bait al altro – 2015”, prevista per il giorno successivo, potrebbe non svolgersi. C’è chi, a Vanza, da settimane prepara l’orzetto per questa fantastica passeggiata eno-gastronomica-culturale tra le alture del Pazul (Pasubio). Tutti sperano! Dai Matteo, che domani è bello. Il giorno successivo, gli scongiuri vengono ascoltati dagli dei del cielo. Sole, tanto sole. Prelibato orzetto. Lacrime agli occhi anche per Gordon Ramsey: “La cucina di Matteo è imbattibile. Sono felice di lasciare il testimone a lui”. Matteo è umile però e declina l’invito: “Non rivelerò mai la mia ricetta al mondo intero. Mai!” Giusto così. Grazie Matteo! Eccoci. A nord, verso Tridentum la situazione è normale: nubi nere si alternano a momenti di celeste. Vi chiederete come faccio a ricordarmi il tempo: sto attento, semplice. Non ho volutamente parlato del tempo sopra il campo. Ricordate all’inizio, si parlava di tutt’attorno. Perché sopra il Quercia qualche raggio di sole si vede. Forse Helios e Apollo hanno deciso di prendersi una pausa, giocare a carte e fermarsi proprio sopra il manto erboso di Rovereto. Chissà. Detto ciò passiamo alle cose importanti. Le zebrette del duo Manica-Giovanazzi affrontano il San Rocco di Senad Slomic, squadra che milita nel campionato di seconda categoria trentina. Giovani i ragazzi di Senad, molto giovani ma volenterosi di mettersi in luce. Dopotutto, lo ricordo, giocano allo Stadio Quercia, contro il Rovereto. Forse qualcuno di loro brama, in futuro, di vestire i gloriosi colori bianconeri. Il Rovereto invece si presenta praticamente al completo: da sottolineare il ritorno dal mare di “Justin Bever” Manica e del portiere Daniele Pinter. Finalmente!

La partita è vivace fin da subito. Il Rovereto macina gioco, segue il diktat iniziale di Savitr, “colui che incita” (divinità indiana): “Obbligatorio: palla a terra e niente lanci”. Tiki taka incessante e molte occasioni sprecate nel primo tempo. “Everwood” Chiodini non è mai impegnato. Alla fine della prima frazione il risultato è di 2-0 per le zebrette: in rete il “Bomber della busa” e Ponticelli, soprannominato nelle ultime settimane “il giocatore più forte di Ca’ Bianca”. Nel secondo tempo il Rovereto cambia giocatori e in parte anche modo di giocare. I lanci si fanno più frequenti, conseguenza della linea altissima di difesa dei giocatori del San Rocco e le reti piovono a grappoli: doppia del “Bomber della Busa”, tripla di Marco “Sam” Tranquillini (l’acronimo SAM sta per “Surface to Air-Missile” – Missile superficie-aria) ed eurogoal di Federico Ignaccolo con pallonetto di tibia dalla trequarti! A fine partita strette di mano, pacche sulle spalle e meritata doccia, panino e birretta dal Bruno. Poi chissà.

Forza Rovereto, sempre.

Amichevoli estive: 3-3 con l’Alense

Seconda uscita stagionale per i bianconeridel.duo Manica-Giovanazzi. Al Ger di Ala si è svolta questa sera un’amichevole con i biancocelesti di mister Mauro Bandera. 3 a 3 il risultato finale, con un Rovereto dai due volti: nel primo tempo Rocca e compagni sovrastano le zebrette imponendo un sonoro 2-0. Nel secondo tempo il Rovereto ci mette grinta e qualità: 3-1 il parziale alla fine della gara. Passiamo alla cronaca..le zebrette si presentano al completo: partono Chiodini, Ignaccolo, Bocanegra, Zandonai, Grigoletti, Salvetti, Pedrai, Tranquillini, Campolongo (che sostituisce poco prima dell’inizio Fontanelli, che ha accusato un risentimento muscolare) Dacroce, Tranquillini, Marinaro. Il Rovereto inizia in sordina, soffrendo l’ottimo gioco dell’Alense. Le sortite degli avversari si trasformano in oro: in poco meno di dieci minuti gli uomini di Bandera riescono a siglare due goal. Nel secondo tempo le zebrette cambiano: dentro Ponticelli, Manica, Agatiello, Festi, Tomasi, Giovanella e Raffaelli. L’Alense macina gioco ma è il Rovereto ad andare in rete: sugli sviluppi di un calcio di punizione laterale, Pedrai sventaglia sul secondo palo, sponda di Ponticelli per Marinaro al centro dell’area di rigore e tapin vincente del bomber della busa. Con il passare dei minuti le zebrette crescono ma non riescono a essere incisivi, sbagliando spesso passaggi e ripartenze. Detto fatto: goal dell’Alense. 3-1. Ecco, esce l’orgoglio bianconero: millimetrico lancio di Salvetti da metà campo per Il bomber della busa che con un preciso pallonetto sigla il 3-2. Passano solo due minuti e il Rovereto agguanta il pareggio. Palla a Dacroce in mezzo al centro dell’area, stop, movimento fulmineo e tiro di sinistro sul secondo palo del bomber di Castellano: 3-3. Poco dopo l’arbitro decreta la fine del match. Un 3-3 sudato e conquistato con l’orgoglio per i bianconeri, contro un’ottima Alense ben disposta in campo e con ottime individualità. Nota di colore: un plauso a Marinaro, che quando vede la porta a nord-ovest del Ger sigla con la costanza di un Daniele Massaro ai tempi d’oro. Grazie inoltre a mister Bandera, ai dirigenti e ai giocatori biancocelesti per l’ospitalità. Buona notte a tutti e forza Rovereto, sempre.

“Buona la prima” amichevole per l’US Rovereto: 4-0 al Calciochiese

Questa mattina tra gli studi di Mediaset si vociferava di un contatto tra gli amatissimi comici italiani Ale & Franz e il duo Manica-Giovanazzi. Obiettivo, quello di riportare in auge il gradito programma televisivo “Buona la prima”, non più in onda dal 2011, e ospitare in studio l’emergente coach delle zebrette. Argomento della puntata “I segreti del duo”. In prima serata si dovrà parlare di calcio, di tattiche, di allenamenti e di amichevoli vinte. Unica clausola, il mister dovrà spiegarsi al pubblico mimando il tutto. (Chi ha visto il programma capirà la mia digressione. Chi non l’ha mai visto, invece, può tranquillamente affidarsi a You Tube). Difficile ma non impossibile per il nostro duo, capace, talvolta, di veri e autentici miracoli. Cosa diavolo c’entra, si chiederà il lettore, “Buona la prima”? (Non sono svalvolato, tutto ha un senso). Facile da spiegare. Ieri pomeriggio, sul campo di Locca di Concei in Val di Ledro, l’Us Rovereto era atteso dalla prima amichevole estiva dell’anno, contro il Calciochiese dell’amico Fabietto Calliari.

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La location è sicuramente suggestiva: la Val di Concei, polmone verde della valle di Ledro, circondata da vette che superano i 2000 metri slm e da fitte foreste in questa stagione verdissime, è composta da tre paesini: Locca, Enguiso e Lenzumo, quest’ultimo definito dallo storico capitano del Rovereto Salvetti “il fake di Lenzima”. A caratterizzare la giornata una fitta pioggia e un clima autunnale. Maledetta pioggia. Passiamo alla cronaca della partita.

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Le zebrette si presentano quasi al completo: mancano Lollo Pedrai (in libera uscita per festeggiare il primo anniversario di matrimonio con la moglie Chiara – Tanti auguri ragazzi!), Mirko Manica e Daniele Pinter ancora dispersi in qualche località marittima. Nel primo tempo il Rovereto scende in campo con Chiodini in porta, da destra a sinistra Grigoletti, Ponticelli, Bocanegra, Festi. A centrocampo vengono schierati Tomasi e Giovanella mentre sulle fasce operano da una parte Raffaelli e dall’altra Campolongo. Riferimento in avanti Marinaro e dietro di lui Tranquillini. La squadra messa in campo da Fabietto Calliari inizialmente schiaccia il Rovereto nella propria metà campo. Le zebrette ripartono solo in contropiede, sbagliano molti passaggi e non creano mai problemi alla portiere biancoazzurro. Ma il calcio, si sà, a volte è strano e non sempre premia il più audace. Al 16′, nel momento migliore del Calciochiese, il Rovereto recupera palla a centrocampo, Giovanella serve Marinaro che di prima fa sponda su Raffaelli; il funambolo di Volano con una finta di corpo fa comodamente sedere due avversari e serve un pallone che il neoacquisto Tranquillini non può far altro che depositare in rete. Bravo Marco. Bravo Raffo. Bravi tutti.

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Dieci minuti dopo il Rovereto raddoppia: Tomasi recupera palla a centrocampo e sul filo del fuorigioco lancia Marinaro. Il bomber della busa non si lascia scappare la ghiotta occasione, salta il portiere e deposita in rete. Avanti così! Il resto del primo tempo non offre particolari occasioni da ambo le parti. Il Calciochiese tenta l’affondo ma il Rovereto si difende bene, esasperando il tiki taka che ormai non appartiene più a Guardiala ma “alla’aiutante di Manica”. Nel secondo tempo il Rovereto cambia faccia. Subentrano in difesa Agatiello, Lele Zandonai (alla sua millesima amichevole), Manica e Ignaccolo. A centrocampo Salvetti e in attacco Dacroce e Fontanelli, quest’ultimo autore di una buona partita e di una memorabile serata sulle sponde del Benaco. Le zebrette partono bene, mantengono palla e spingono più del primo tempo. Al 13′ il tiki taka bianconero viene premiato. Salvetti recupera palla in difesa, la scarica sulla destra a Tranquillini, Tranquillini ancora a Salvetti, Salvetti ancora a Tranquillini, Tranquillini, Salvetti, Tranquillì, Salvè, Tran, Sal, T, S, insomma, infiniti triangoli tra i due e palla di Tranquillini a tagliare l’area su Dacroce. Palla in banca. Il bomber di Castellano, mette a sedere un’avversario e trafigge il portiere sul secondo palo. Gioia.

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La partita continua, le due squadre macinano gioco e le occasioni vengono meno. Al 42′ però, poker del Rovereto. Triangolo tra Zandonai e Giovanella, Zandonai nasconde palla, gli avversari non capiscono. Serie di batti e ribatti, Zandonai ha ancora la palla. Immenso, il 39enne del Brione: lancio morbido per Dacroce, tiro del bomber, goal sul secondo palo. Felice il bomber, la sua testa è già a Castelfolk. Poco dopo il triplice fischio decreta la fine. Tutti negli spogliatoi a godersi una meritata doccia calda. Ultima nota: alla fine del match i giocatori del Rovereto s’impadroniscono del bar-pizzeria. Poi, come diceva Franco Califano, “tutto il resto è noia”. Alla prossima.

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Da sx a dx: Chiodini, Nebbia, Fontanelli

Post scriptum: un sincero grazie al Calciochiese e al nostro amico Fabietto Calliari per l’ospitalità. In bocca al lupo per il campionato! (anche se ancora non sappiamo quale sarà)

Tante le novità in casa bianconera

Tanti i volti nuovi dell’Us Rovereto 2015/2016. La squadra del duo Manica-Giovanazzi si è rinforzata quest’estate inserendo elementi di valore in una rosa già rodata e affiatata. Giocatori che, sicuramente, permetteranno alle zebrette di fare un salto di qualità necessario per le sfide del campionato di Promozione. Un plauso particolare al “duo” in grado di portare all’ombra del Quercia atleti in linea con lo spirito della cooperativa bianconera: costo zero e impegno, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Iniziamo dalla difesa, reparto che più di tutti necessitava di nuovi tasselli. Purtroppo la perdita di Leo “Top Gun” Scottini, i problemi al ginocchio di Mario “Sinistra destra solo tu!” Bevacqua (la prognosi ha tempo indefinito – “Forza Marione siamo tutti con te”) e il lento recupero del nostro futuro Capitano-Presidente-Presidente “Ad Honorem” Gianesini, hanno costretto “il duo” a trasformarsi in infermieri (senza offesa all’uomo in più del Pronto Soccorso di Rovereto Paolino Eccher) e a sanare, dove possibile, la “cortina di ferro” roveretana.  

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Yuri Ponticelli

Torna a casa Yuri Ponticelli. Il ragazzo di Ca’ Bianca, reduce dall’esperienza alense, sposa a pieno il sodalizio roveretano. Titubante inizialmente, si mostra pieno di entusiasmo e decide di ri-vestire la maglia del Rovereto. Copio una dichiarazione del centrale di difesa a Gazzetta.it: “Torno a zugar, ma sol a Roveredo, la squadra de la me zità”. Continua Yuri nella sua intervista: “Chi l’è bel, no se zuga per i soldi ma per la maia”. Insomma, le zebrette ritrovano un grande calciatore e un ottimo ragazzo che per motivi fisici la scorsa stagione aveva dovuto dismette la maglia biancoceleste. In campo e fuori dal campo, siamo certi che Yuri saprà dare un enorme contributo alla causa bianconera.

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Mimmo Agatiello

Si tratta di ritorno a casa anche per il giovanissimo terzino Mimmo Agatiello “colui che prima di nascere era già professionista”. Agatiè, “l’uomo del Sud trapiantato al Nord”, torna al Quercia dopo una anno trascorso tra Mori e Trento. Il giovane Mimmo non è una novità, dicevamo. Anche lui, infatti, ha partecipato alla “Caporetto” di due anni fa (per chi non lo sapesse Caporetto = disfatta = retrocessione dell’Us Rovereto in Prima Categoria). Con Mimmo Agatiello arriva anche il padre Rocco, inesauribile grande tifoso, presente sempre agli allenamenti e alle partite. Bentornato Mimmo. E a questo punto, bentornato Rocco!

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Federico Ignaccolo

Passiamo a un altro giovane: arriva dall’Arco Federico Ignaccolo. Stesso ruolo di Mimmo: terzino. I giornali raccontano che può giocare sia a destra che a sinistra. Sono chiare, a questo punto, le preoccupazioni di Marione Bevacqua: “Sia chiaro che ‘sinistra destra solo tu!’ deve rimanere il mio coro”. Tranquillo Mario. Torniamo a Federico. Per avere un breve profilo del giovane della “busa” ci affidiamo al suo agente, anche lui della “busa”, Michele “Mari” Marinaro: “Federico Ignaccolo, ragazzo del ’95 proveniente dal settore giovanile dell’Arco, dove esordisce in prima squadra ben tre anni fa dimostrando subito grandi qualità e potenzialità. La rottura del legamento crociato e una serie di infortuni muscolari correlati ne minano molto il rendimento negli ultimi due anni. Ora sembra tutto passato e mister Giuly è riuscito ad assicurarsene le prestazioni. Un giovane molto entusiasta e pronto alla definitiva consacrazione”. Grazie, quindi, al “bomber dell’area piccola” Marinaro, capace anche, quando serve, di vestire i panni del procuratore.

Bene. Difesa completata. Passiamo all’attacco. All’attacco inteso come reparto. Dopo la partenza (fine attività) di Franz Bertè e il parziale ritiro dal calcio giocato di Andrea Togni (ad oggi preparatore atletico della squadra) il reparto avanzato bianconero è sceso sul mercato e lo ha fatto col botto.

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Daniele Campolongo

Riprende il suo posto in spogliatoio Daniele Campolongo “colui che prima di Quaresma faceva la rabona”. Il 33enne “de Norei” (Noriglio), aveva lasciato il Rovereto nell’anno della retrocessione per accasarsi al Castelsangiorgio. Ora torna, con l’entusiasmo di un bambino, “a casa” e pronto a riconquistarsi la maglia numero 10 che tanto ama. Quanto la ama? Aneddoto: Piazza delle Erbe, Rovereto, luglio 2013, prima stagione della neonata cooperativa Rovereto: “Se non mi date il 10, lascio la borsa”. Bentornato Kemp.

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Marco Tranquillini

Passiamo ora a un altro acquisto, anche questo un ritorno (anche se di anni ne sono passati) molto gradito. Arriva dal Mori Marco Tranquillini. Marco nelle giovanili aveva vestito la maglia bianconera, quindi questa è una casacca che gli sta a cuore. A proposito lunedì ci ha confidato: “Questo è il nono anno che faccio a Rovereto”. Quasi come se non ci fosse stata nessuna esperienza calcistica in mezzo. Bravo Marco. Motivo in più per apprezzare la sua scelta. “Tranqui” ha un curriculum alle spalle di tutto rispetto, pur essendo molto giovane. Non staremo ad elencare né goal né presenze (perché dovremmo farlo con tutti e io avrei anche da fare). Ma siamo certi che “Bomber T.” lascerà il segno, contribuendo con i goal e la generosità in campo, a rendere il Rovereto una squadra ancora più competitiva.

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Mirko Manica

Anche l’ultimo “acquisto” Mirko Manica (di proprietà del Rovereto, ma, consentitemi, “acquisto” suona più glorioso), meglio conosciuto come il “Justin Bieber-Bever” di Calliano è un altro reduce della retrocessione bianconera. Accasatosi a Mori nella scorsa stagione, Mirketto ritorna zebretta con un’esperienza importante alle spalle e con la solita spensieratezza che lo contraddistingue. Maturando da pochissimo è ora disperso in qualche luogo marittimo con gli amici. AAA cercasi Justin. Ti aspettiamo.

Vorrei concludere con un saluto speciale: si sa che nel calcio c’è chi va e c’è chi viene. L’entusiasmo per i nuovi arrivi non ci impedisce di salutare e di fare un grosso in bocca al lupo a “Edu” Grazioli che dopo la stagione vincente a Rovereto lascia le zebrette per provare l’esperienza in Eccellenza con il Mezzo. Peccato Edu. Rammaricate anche le “Teste di Cane”, che dopo la notizia del trasferimento dovranno chiudere nel cassetto la bandiera brasiliana che per più di un anno ha sventolato sui campi del Trentino. Caro “Edu”, vogliamo salutarti con una massima brasiliana: “Se la vita ti dà un limone, fanne una Caipirinha”.

Alla prossima
Forza Rovereto, sempre.
Giova

Intervista al vicepresidente Nicolas Rognoni

Ha le idee chiare Nicolas Rognoni, fresco di elezione a vicepresidente del Rovereto. A soli 24 anni Nicolas pare già un veterano del mondo calcistico. Laureato nel luglio del 2013 presso l’ Università degli studi di Pescara in scienze politiche (corso economie manageriali dello sport – università affiliata al CONI) entra nell’albo FIFA degli agenti FIFA autorizzati. A 22 anno é il piú giovane agente FIFA in Europa. Nel febbraio del 2014 fonda la Trentino Sport&Business Management Srl con sede legale a Trento. Ad oggi Nicolas sta cercando di allargare i confini, tentando di aprire altre sedi legali a Malta e in Cina. In tutto il mondo ha dodici collaboratori che gli fanno da scouting, quattro stagisti della Bocconi e del Master della Benetton di Treviso. Inoltre ha 25 giocatori professionisti e una trentina di giovani sotto procura. Nicolas é un ex zebretta: dopo aver fatto le giovanili a Tione e in Val Rendena, ha militato nel Rovereto fino ai 19 anni. Un bel curriculum insomma. Nicolas é un uomo con la testa sulle spalle, un giovane che non ha paura di bruciare le tappe e che vuole portare il Rovereto il più in alto possibile.

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Nicolas, cosa ti ha spinto a venire all’Us Rovereto?
Era da circa tre anni che volevo entrare a far parte dell’Us Rovereto, perché credo sia la miglior piazza per far un certo tipo di discorso dal punto di vista calcistico in trentino. Nel medio-lungo periodo, uno dei miei tanti obiettivi é quello di portare il Rovereto nei professionisti.

Quale sarà il tuo ruolo in società?
Sono stato recentemente nominato vicepresidente. Ho l’obiettivo di diventare ponte tra il Rovereto e club importanti, per dare alla società bianconera una vetrina di un certo tipo. Soprattutto intendo creare un forte marketing di contorno.

Cos’hai in mente per rinnovare il settore giovanile?
Per il settore giovanile ho in mente il progetto più importante, ossia quello di un’affiliazione, che si ufficializzerà nel settembre 2015, con L’ AC Milan calcio. Creare un ponte con questi grandi club professionistici può sicuramente apportare tanta qualità ad un settore giovanile che negli ultimi anni ha stentato a decollare. Nel giro di due anni chi vorrà venire a giocare nel settore giovanile dell’US Rovereto dovrà sostenere un provino. Una selezione a tutte le età e a tutti i livelli permetterà al Rovereto di diventare un polo calcistico di prima classe. Spero vivamente che tra i bianconeri possano nascere grandi campioni.

Come vedi il futuro del Rovereto?
Sono un ragazzo molto ambizioso, “gioco” sempre per vincere perché per me é la cosa più importante. Il Rovereto cercherà sempre di vincere, a tutti i livelli, in tutte le categorie e in tutti i campionati. Per la prima squadra – in accordo con mister Giovanazzi -se a dicembre serviranno giocatori per fare il salto di qualità inseriremo due ex professionisti.

L’ultima affermazione di Nicolas dimostra tutta la sua voglia di vincere: “A Rovereto non possono esistere gli anni di transizione. Dobbiamo provare a fare bene, subito! Bisogna riempire di tifosi lo stadio Quercia”.

Grazie Nicolas e in bocca al lupo da tutti noi.

Leo Scott e Franz Bertè salutano il Rovereto

Sono tanti i nomi nuovi per la prima squadra del Rovereto 2015/2016 e come si sa, spesso nel calcio le novità vengono esaltate e salutate prima degli addii. Noi vogliamo invertire la rotta e spendere alcune parole per due giocatori protagonisti della gloriosa cavalcata del Rovereto della scorsa stagione, due persone, due amici, due zebrette che per motivi diversi lasceranno la casacca bianconera:

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Leo Scott

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Franz Berté

Leonardo Scottini e Francesco Bertè. Entrambi sono arrivati a Rovereto per affrontare la prima categoria (2014/2015): difensore centrale il primo, attaccante esterno il secondo. Leonardo arriva a Rovereto dopo l’esperienza nell’Isera, dove si contraddistingue nel corso degli anni per sicurezza e autorità. Francesco invece proviene dal Sacco San Giorgio: il suo sinistro “bionico” e la capacità di bucare la rete in qualsiasi maniera, gli varranno negli anni il soprannome di “Bomber Bertè”. A fine stagione Leonardo collezionerà 14 presenze mentre Francesco 24. Quest’ultimo riuscirà a toccare cifra doppia nei goal realizzati: 10, da sommare a quelli (purtroppo in questo caso le statistiche non aiutano) realizzati in coppa provincia. Quest’estate entrambi maturano la decisione, ponderata e sofferta, di lasciare i colori bianconeri. Leonardo è in attesa di capire se continuare o meno  a praticare calcio; purtroppo numerosi infortuni hanno costretto il nostro Franco Baresi di Pomarolo  a fermarsi spesso e a metterlo oggi di fronte al dubbio amletico “essere o non essere” ancora un calciatore. Noi, ci mancherebbe, auguriamo a Leo di continuare a fare quello che più gli piace, tenendo le porte del Rovereto aperte, sempre, nel caso decidesse di ripensarci. Bomber Bertè, invece, dà il suo addio definitivo al calcio, rinviato l’anno scorso per sostenere la causa bianconera, diventato realtà quest’anno. Siamo sicuri che lo vedremo ancora calcare i campi di calcio nei tornei estivi.

Leonardo e Francesco: due persone semplici, corrette e di notevole umanità. Due guerrieri, due amici, due fratelli. Grazie ragazzi, grazie veramente di tutto.