Castelsangiorgio – Rovereto: 2-1

Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Savitr contro il Castelsangiorgio, ormai bestia nera delle zebrette. Dopo la débâcle con la Ravinense domenica scorsa i bianconeri scendono in campo con forti motivazioni di riscatto. Il campo è in buone condizioni. Pubblico numeroso. Clima mite, perfetto per giocare. Il Rovereto si presenta in campo con Chiodini in porta, da destra a sinistra Agatiello, Ponticelli, Zandonai e Festi. A centrocampo operano Giovanella e Pedrai. L’attacco invece è affidato a Mirko Manica, Dacroce, Tranquillini e Marinaro. Nomi roboanti. Parte bene il Rovereto. Nei primi 10 minuti di gara impone il suo gioco e fa girare palla in maniera egregia. La spinta bianconera viene premiata al ’10 quando Marinaro si incunea nell’area avversaria, salta un avversario e viene steso da Albertone Cozzi.

Castelsangiorgio Rovereto

Calcio di rigore. Momento di gioia. Momento di paura. “Il giocatore più forte di Cà Bianca” si lancia in uno scatto fulmineo per prendere la palla e presentarsi dagli 11 metri, ma è più lesto di lui “Bomber di Castellano” Dacroce che s’incarica della battuta. Rincorsa breve, palla strozzata sul palo alla destra di Capelli, parata, respinta, “Bomber della Busa” Marinaro si avventa come un Falco Peregrinus sulla preda (il pallone) e a pochissimi centimetri dalla riga spedisce la palla a lato del palo. Caspita. Dacroce sembra Baggio dopo il rigore sbagliato con il Brasile a USA ’94. Sguardo in aria. Poi a terra. Incredulo. Marinaro riprende posizione. Ripartiamo. Non fa nulla. Tac. Come non detto: nel 1997 Max Pezzali in una strofa de “La dura legge del goal” cantava “Loro stanno chiusi ma alla prima opportunità salgon subito e la buttan dentro a noi la buttan dentro a noi”. Ponticelli al minuto 13 stende in area Trainotti. Rigore per il CSG. Trainotti s’incarica della battuta. Goal. 1-0 per loro. I giocatori bianconeri per un attimo si fermano. Si guardano. L’ultima volta che ho visto facce così abbacchiate è rinunciatarie è stato in Beautiful, quando Taylor ha saputo per l’ennesima volta che Ridge e Brooke si erano sposati. Dal rigore in poi il Rovereto perde la testa. Il gioco inizia a latitare e le occasioni anche. Il CSG è vivo e vegeto. Finisce il primo tempo, tutti negli spogliatoi. Nella ripresa le zebrette entrano in campo decise a ribaltare il risultato negativo. Tac, n’altra volta. Errore difensivo delle zebrette, palla a Cerami, bomba da fuori. “Everwood” Chiodini battuto. Morale sotto i piedi. Savitr cambia qualcosa. Entrano in successione Campolongo, Raffaelli e Bocanegra per Dacroce, Pedrai e Agatiello. Mini reazione del Rovereto che al ’15 accorcia le distanze con “Bomber della busa”: corner di Campolongo, colpo di testa di Marinaro, palla che sbatte contro la traversa, riga, dentro, fuori, chissà. Palla al centro, 2-1. Il goal galvanizza le zebrette che tentano di recuperare e vincere la partita. Manica Mirko, Tranquillini, Marinaro, tutti insomma, provano a regalare una gioia infinita alla squadra. Al ’42 gli sforzi del Rovereto sembrerebbero essere ricompensati. Corner di Campolongo, Ponticelli in semi rovesciata impatta il pallone che ai 1000 km/h sbatte sul palo alla sinistra del portiere, attraversa tutta la riga di porta e esce sul fondo. Ho indelebile nella mia mente il volto di Juri dopo il palo. Sbigottito, sorriso tirato. Peccato. Passano pochi minuti e il direttore di gara decreta la fine delle ostilità. Al CSG vanno i tre punti e i nostri complimenti. A noi non resta nulla. Solo la consapevolezza che c’è tanto tanto da lavorare per migliorare.

Forza Rovereto. Sempre.