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Castelsangiorgio – Rovereto: 2-1

Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Savitr contro il Castelsangiorgio, ormai bestia nera delle zebrette. Dopo la débâcle con la Ravinense domenica scorsa i bianconeri scendono in campo con forti motivazioni di riscatto. Il campo è in buone condizioni. Pubblico numeroso. Clima mite, perfetto per giocare. Il Rovereto si presenta in campo con Chiodini in porta, da destra a sinistra Agatiello, Ponticelli, Zandonai e Festi. A centrocampo operano Giovanella e Pedrai. L’attacco invece è affidato a Mirko Manica, Dacroce, Tranquillini e Marinaro. Nomi roboanti. Parte bene il Rovereto. Nei primi 10 minuti di gara impone il suo gioco e fa girare palla in maniera egregia. La spinta bianconera viene premiata al ’10 quando Marinaro si incunea nell’area avversaria, salta un avversario e viene steso da Albertone Cozzi.

Castelsangiorgio Rovereto

Calcio di rigore. Momento di gioia. Momento di paura. “Il giocatore più forte di Cà Bianca” si lancia in uno scatto fulmineo per prendere la palla e presentarsi dagli 11 metri, ma è più lesto di lui “Bomber di Castellano” Dacroce che s’incarica della battuta. Rincorsa breve, palla strozzata sul palo alla destra di Capelli, parata, respinta, “Bomber della Busa” Marinaro si avventa come un Falco Peregrinus sulla preda (il pallone) e a pochissimi centimetri dalla riga spedisce la palla a lato del palo. Caspita. Dacroce sembra Baggio dopo il rigore sbagliato con il Brasile a USA ’94. Sguardo in aria. Poi a terra. Incredulo. Marinaro riprende posizione. Ripartiamo. Non fa nulla. Tac. Come non detto: nel 1997 Max Pezzali in una strofa de “La dura legge del goal” cantava “Loro stanno chiusi ma alla prima opportunità salgon subito e la buttan dentro a noi la buttan dentro a noi”. Ponticelli al minuto 13 stende in area Trainotti. Rigore per il CSG. Trainotti s’incarica della battuta. Goal. 1-0 per loro. I giocatori bianconeri per un attimo si fermano. Si guardano. L’ultima volta che ho visto facce così abbacchiate è rinunciatarie è stato in Beautiful, quando Taylor ha saputo per l’ennesima volta che Ridge e Brooke si erano sposati. Dal rigore in poi il Rovereto perde la testa. Il gioco inizia a latitare e le occasioni anche. Il CSG è vivo e vegeto. Finisce il primo tempo, tutti negli spogliatoi. Nella ripresa le zebrette entrano in campo decise a ribaltare il risultato negativo. Tac, n’altra volta. Errore difensivo delle zebrette, palla a Cerami, bomba da fuori. “Everwood” Chiodini battuto. Morale sotto i piedi. Savitr cambia qualcosa. Entrano in successione Campolongo, Raffaelli e Bocanegra per Dacroce, Pedrai e Agatiello. Mini reazione del Rovereto che al ’15 accorcia le distanze con “Bomber della busa”: corner di Campolongo, colpo di testa di Marinaro, palla che sbatte contro la traversa, riga, dentro, fuori, chissà. Palla al centro, 2-1. Il goal galvanizza le zebrette che tentano di recuperare e vincere la partita. Manica Mirko, Tranquillini, Marinaro, tutti insomma, provano a regalare una gioia infinita alla squadra. Al ’42 gli sforzi del Rovereto sembrerebbero essere ricompensati. Corner di Campolongo, Ponticelli in semi rovesciata impatta il pallone che ai 1000 km/h sbatte sul palo alla sinistra del portiere, attraversa tutta la riga di porta e esce sul fondo. Ho indelebile nella mia mente il volto di Juri dopo il palo. Sbigottito, sorriso tirato. Peccato. Passano pochi minuti e il direttore di gara decreta la fine delle ostilità. Al CSG vanno i tre punti e i nostri complimenti. A noi non resta nulla. Solo la consapevolezza che c’è tanto tanto da lavorare per migliorare.

Forza Rovereto. Sempre.

Risultato tennistico al Comunale: Mori batte Rovereto 6-1

6-1. Già. Dopo le due sconfitte in campionato contro Ravinense e CSG il Rovereto si presenta sul campo amico del Mori per la seconda giornata di Coppa. La voglia di riscatto è tanta. La voglia di fare una bella figura nel derby anche. La serata è settembrina, il caldo ha lasciato posto al fresco autunnale. Seguo dalla tribuna del Comunale la partita. Caspita che tribuna: una pendenza pari alla salita di Scanuppia.

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C’è silenzio. In campo solo il Rovereto. Capisco che c’è qualcosa di strano. Apprendo che la terna arbitrale è in ritardo. La partita inizierà con minuti 30 di ritardo. Le luci dello stadio impediscono di vedere i contorni dell’abitato di Mori vecchio. Illuminato il Santuario di Monte Albano, in una cornice quasi pittoresca. Poco sopra i ruderi del Castello. Affascinante la leggenda legata ai ruderi. Si narra che nel Castello vivesse una principessa, la più bella delle principesse e che i principi di tutti i paesi si presentavano al suo cospetto per chiederle la mano, ricevendo costantemente rifiuto (“Se la tira ‘sta principessa” direbbero in molti). Un tal giorno di un tal anno, un gigante gentile decise “di provarci” con lei invitandola a diventare la sua futura moglie. La principessa, in maniera maleducata rispose al gigante: “Toi stelina, bademe a mi. L’è na vita che i me domanda en sposa. E’ pasà de chi fior fiore de principi, bei, alti, muscolosi, pieni de soldi. Ma secondo ti, vago a sposar en cesso come ti?” (Trad: Mi dispiace, non ti sposo). Indiavolato, e con ragione, il gigante buono decise di sferrare un “cartone” (pugno) megagalattico sulle pareti del Castello, mandandolo in rovina. Questa è la leggenda. Mi hanno sempre affascinato le leggende. Poco più sotto, al Comunale, un’altro gigante sta per sferrare un “cartone” ben più doloroso alla sua preda. Vediamo come. Mentre l’arbitro fischia l’inizio il Mori è già in vantaggio. Nawaf Al-Abed nel 2009 aveva impiegato ”2,72 per segnare un goal il 2 settembre in Al-Hilal – Al Shoalah 4-0. Eric Holler del Mori ”48, il 9 settembre 2015 in Mori – Rovereto 6-1.

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Il volto preoccupato di Marione Bevacqua in tribuna

Fantasmi delle partite precedenti. Dobbiamo reagire. “Dai ragazzi, dai ragazzi, dai ragazzi”, Pellegatti docet. Ma nulla. Il Mori è un treno in corsa. Devastante. “…ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite…” cantava nella sua celebre “La locomotiva” Francesco Guccini. Holler un’altra volta. Holler ancora. Come la dinamite. 3-0. Tutti negli spogliatoi. Al rientro la storia non cambia. “Macho” Deimichei per ben due volte e l’ex bianconero Morgan Cristellotti bucheranno la porta difesa da Pinter. Il goal della bandiera è di “Bomber di Castellano” abile a saltare un paio di giocatori neroverdi e dal limite dell’area infilare con un bel diagonale la porta ben difesa da Todesco. “Bei cavi ma poca uva” dicevano i contadini in passato. “Bagno d’umiltà” ha ripetuto qualcuno che di calcio ne ha visto parecchio. “Ripartire” dicono altri. “Ritrovare l’amore per il pallone” ha suggerito l’amico “911”. “Insieme” dico io “per la maglia che portiamo, che è diversa da tutte le altre. Per il gruppo che siamo. Che è più bello di tutti gli altri. Per la storia che abbiamo alle spalle. Una storia che abbiamo contribuito a scrivere e che merita di essere portata avanti con grinta e serenità”.

Forza Rovereto. Sempre.

Rovereto-Ravinense 0-2: Inizio flop per le zebrette

Parte male il Rovereto nella prima di campionato, sconfitto 2-0 dalla Ravinense al Quercia. Merito di una buona Ravinense, disposta bene in campo, grintosa e cinica. Demerito delle zebrette, forse. Il giudizio è soggettivo, sempre. E’ un flop di certo. Non che i ragazzi di Savitr partissero con l’1 secco, questo è solo aspettativa del giornalismo locale piuttosto che dei vari allenatori di categoria. Certo è che una prestazione del genere è da mandare direttamente sull’Isola che non c’è tra Peter Pan e tutti i suoi compagni. La cornice è la solita. Campo in perfette condizioni, pubblico non troppo numeroso. Caldo. Molto caldo. Le borracce di acqua diventano preda di ogni attore i campo. Rifocillarsi è il primo obiettivo. La cronaca è ormai storia. Una Caporetto. I giornali hanno già detto tutto. Chiudiamo il libro nero degli errori e ripartiamo, carichi, consapevoli. Domenica c’è il Castelsangiorgio, bestia nera per gli amanti delle statistiche. Csg o no, ci siamo. E questa settimana di allenamenti affrontati al massimo lo dimostra. Forza Rovereto, sempre

Prima di Coppa: 2-2 con il Castelsangiorgio

Questa mattina (sono in preda al blocco dello scrittore da lunedì) stavo ripensando alla  partita di domenica, soprattutto pensavo a cosa scrivere, a come dare forza alle parole, a come rendere tutto ironico anche a fronte di una partita che d’ironico non ha avuto proprio nulla. La scorsa settimana ho fatto una ramanzina per il pareggio con il Marco in amichevole, figurarsi cosa posso scrivere per questa partita di Coppa finita 2-2. Una partita carica di amarezze e rimpianti, a mio modesto modo di vedere le cose. “Hello? Is there anybody in there? Just nod if you can hear me…” (Trad: Pronto? C’è qualcuno qui dentro? Fammi un cenni se mi senti) suonavano i Pink nell’89 in Piazza S.Marco, Venezia. L’avessero suonata domenica dal piazzale del Quercia in pochi avrebbero risposto “Si pronto, ci siamo”. Il ragionamento è contorto. Contorcetevi per capirlo. Come detto prima, 2-2. Le zebrette di Savitr sono costrette a inseguire un Castelsangiorgio giovane e tonico, difensivista ma spietato quando si è trattato di buttare la palla in rete. Inseguire, già. Proprio come il povero Willy era costretto a inseguire Beep Beep  oppure come l’ispettore Zenigata con Lupin. La lista nella storia dei cartoni è lunga. Però c’è una differenza. Nei loro tentativi di acciuffare i diretti concorrenti, Willy e Zenigata fallivano sempre. Noi no, per fortuna. Noi al ’92 il pareggio lo abbiamo conquistato, con i denti, con la rabbia, con l’orgoglio. Prima abbiamo dovuto recuperare l’1-0, poi il 2-1. A noi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, in questo caso. Il pubblico è numeroso sugli spalti del Quercia. Teste di Cane di là, Tifosi storici di qua. Ma non solo. Qualche allenatore, qualche ex giocatore e molti familiari venuti al Quercia per vedere i propri figli giocare: “L’è me fiol, l’è me fiol” grida qualche mamma. I bianconeri partono bene, mantengono il pallino del gioco e il baricentro piuttosto alto. Creano poco, nei primi minuti. Merito di un CSG arcigno, ben disposto in campo, compatto e rinnovato, direbbero alcuni. Demerito del Rovereto, direbbero altri.  Rinnovato il CSG, perché in estate si è ritrovato a fare i conti con una squadra dimezzata. Molti pezzi pregiati hanno fatto scelte diverse: i vari Lanaro, Gasperotti, Fait ecc. Inoltre mancavano nella sfida di domenica due giovani interessanti e ormai pilastri della squadra come Trainotti e Dalbosco. Dicevamo. Le sortite bianconere portano alla conclusione prima “Lonely Planet” Ignaccolo e poco dopo “Bomber della Busa”, purtroppo con scarsi risultati. C’è chi recrimina per un mani in aria sul colpo di testa di “Lonely”, chi dice che la palla sia finita sulla schiena di “Bomber della Busa”, chi non ha visto nulla. Mah, tutto un caos. Va bene così. “Rigore è quando arbitro fischia” avrebbe detto il compianto Vujadin Boskov. Così come spesso accade nel calcio a pochi minuti dalla fine è il CSG a passare in vantaggio. Punizione laterale sulla sinistra, palla sventagliata in mezzo e goal di testa di Mutinelli. Fine del primo tempo. All’inizio del secondo il Rovereto entra in campo più convinto. Prova a creare di più e finalmente riesce a raggiungere il pareggio. L’azione è da manuale. “Bomber di Castellano” Dacroce, per “Bomber della busa”, “Bomber della busa” per “SAM” Tranquillini, “Bomber”, “SAM”, SAM”, “Bomber”, “Busa”, “Castellano”, “Castellano”, “SAM” e palla schiaffata in rete da “Bomber della busa”. Palla al centro, non per Rudi, ma per il Rovereto. Spingiamo. Spingiamo. Ci proviamo. E becchiamo goal. Palla sbagliata a centrocampo, ripartenza avversaria, cross del CSG, uscita a due pugni di “Everwood” Chiodini, batti e ribatti, palla che arriva sul secondo palo e nel tentativo di scagliare la palla in out “L’immensità che diventa regola” Zandonai spedisce la palla nella propria porta. Caspita. Potrebbe sembrare irrecuperabile.

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Manca poco. Ma noi siamo il Rovereto. Ci proviamo. “Le Jardinier” Pedrai prende l’iniziativa, s’ingarbuglia tra tre uomini e prende una punizione al limite dell’area. S’incarica della battuta “SAM” Tranquillini, che ha soprannome “SAM” non a caso (Missile terra-aria): il missile è servito, Saiani non trattiene e il Rovereto pareggia al ’92. Poco dopo l’arbitro fischia la fine delle ostilità: 2-2. Forse meritavamo qualcosa di più. Forse no. Il giudizio è soggettivo. Ripartiamo da qui, insieme. Perché domenica c’è il campionato e c’è la prima in casa con la Ravinense. Trento permettendo.
Forza Rovereto. Sempre

“Imbarassanti”. 1-1 contro l’US Marco in amichevole

E’ probabile che Eupalla, divinità immaginaria che protegge e ispira il gioco del calcio, ieri sera abbia deciso di lasciare momentaneamente Rovereto per andare a farsi un drink. Gianni Brera, giornalista e scrittore italiano, inventore di questo termine, la definì in due modi: “la dea che presiede alle vicende del calcio ma soprattutto, del bel gioco” e “divinità benevola che assiste pazientemente alle goffe scarponerie dei bipedi“. Chi ieri sera ha assistito alla partita dei bianconeri al Quercia avrà sicuramente compreso come Eupalla, appunto, abbia preferito un Mojito ai giocatori bianconeri. 1-1 il risultato finale contro l’ottimo Marco nell’ultima amichevole estiva prima della Coppa. Un pareggio che sa di sconfitta per le zebrette. Un pareggio che per come è maturato lascia Savitr (ricordo, “colui che incita”), “911” Paolino Eccher e “l’uomo che sussurrava ai cavalli” Togni visibilmente amareggiati. Non è cosa facile commentare il match. No davvero. Cerco una scappatoia per spiegare bene il concetto. Nel luglio del 1966, ai campionati mondiali, l’Italia di Edmondo Fabbri venne clamorosamente eliminata dalla Corea del Nord dopo il goal di Pak Doo Ik, nella vita calciatore e dentista. Alcuni giorni dopo, presso l’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, i tifosi inferociti decisero di assalire la squadra con pomodori e uova marce. Tutti, nessuno escluso, furono costretti a fare i conti con la rabbia dei supporters. Mi viene un pò da ridere. Mentre scrivo mi appare un’immagine che proviene dalle gradinate del Quercia: un ometto piccolo, sui 55, laccio al collo e cassetta della frutta-verdura appoggiata sulla pancia: al posto del solito “acquaaa minerale, fanta cocaaaa” urlato nei grandi stadi, l’ometto grida “pomodooori freschi, uovaaa, pescheeee!” quasi a preparare i tifosi a quel che sarà. E poi via, dopo la doccia, al cancello, tutti noi con gesto di grande umiltà ci prostriamo al tifoso per accogliere a braccia aperte un qualsiasi tiro di uova-pesche-pomodori. Certo, non siamo la nazionale. Certo non siamo stati eliminati dai mondiali. Certo, non abbiamo perso. Ma la magra figura di ieri sera resta e con essa dobbiamo fare i conti, anche se amari e ripartire. Se avessimo la possibilità di chiedere al defunto Brera di commentarci il match di ieri, ci avrebbe sicuramente risposto così, come allora, ai mondiali inglesi: “La difesa sballata, il centrocampo endemicamente fioco, l’attacco scomposto di gente molto sollecitata a impaurirsi. E dove credevamo di andare?“. E noi avremmo risposto alla maniera del Sergente istruttore in Forrest Gump: “Maledizione Brera! Sei un maledetto genio, è la risposta più azzeccata che abbiamo sentito, devi avere un maledetto quoziente intellettivo di 160, sei maledettamente dotato, giornalista Brera!” Niente drammi, lo diceva anche The Crow: “Non può piovere per sempre“.

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La foto twittata ieri sera da Eupalla sul suo profilo #mischiaffoundrinkmentreibianconeriselapiglianoinquelposto

Al fischio d’inizio le persone sugli spalti sono parecchie per un’amichevole. Si intravedono alcuni allenatori interessati a segnare sui taccuini notizie e tattiche avversarie. Si nota in borghese l’amico Fontanelli senior, fratello del nostro “Genzianè” inviato dal mister del Trambileno Felice Sorrentino ad appuntare i movimenti dei giocatori dell’US Marco, prossimi avversari dei neroverdi domenica in coppa. Temperatura fresca. Nuvole all’orizzonte. Per le zebrette sono fermi ai box “Il giocatore più forte di Cà Bianca” Ponticelli, “L’archittetto di Dio” Festi, “Mi som l’agricolo, som l’agricolo” Tomasi, “Lonely Planet” Ignaccolo e “Gunter Euringen” Pinter (Per chi non lo sapesse Euringen è il bambino, ormai cresciuto, che ha invogliato per 37 anni i bambini di mezza Europa a mangiare barrette di Kinder Cioccolato). Scendono in campo: Chiodini, Agatiello, Grigoletti, Manica, Zandonai, Giovanella, Pedrai, Tranquillini, Raffaelli, Fontanelli, Marinaro. Dall’altra parte l’US Marco. Squadra giovane e ben affiatata che con l’innesto di Gasperotti e la riconferma di Amadori potrà sicuramente dire la sua nel campionato di prima categoria. In panchina siede mister Alessio Ferrari da Lizzana. Sottolineo, da Lizzana. A Marco. Testimonianza, forse, di un campanilismo che ha deciso di sventolare bandiera bianca in nome dello sport e dell’amicizia. Bravo Ferro. Hai creato un precedente unico nella storia! Fin dalle prime battute la partita mostra un Marco agguerrito e caparbio e un Rovereto disordinato, lento e con poche idee. “Savitr” e “911” in panchina risultano turbati, irrequieti. I passaggi sbagliati si contano a centinaia. “Licia Colò” Nebbia Manica a fine partita salirà sul banco degli imputati come indagato principale. Un indagato, però, capace nel secondo tempo di sopperire ai precedenti errori con una prestazione tutta arrosto e niente fumo. Sulle fasce le zebrette non incidono. “L’uomo del Sud trapiantato al Nord” Agatiello e “Il cavaliere del Santo Graal” Grigoletti non spingono abbastanza e spesso vengono sovrastati dalle ripartenze avversarie. “L’immensità che diventa regola” Zandonai è l’unico a distinguersi. Voglio dire, parliamo di uno che nel ’44 ha visto gli americani sbarcare in Normandia, di uno che alla conferenza di Yalta nel ’45, quando si decise il destino dell’Europa post-seconda guerra mondiale, era seduto in prima fila. Di uno che, nel 1969, ha navigato il Delta del Mekong alla ricerca di Vietcong, nome in codice “Charlie”. Non uno qualunque, insomma. In mezzo al campo “Le jardinier” Pedrai e Giovanella non riescono a imporre gioco e ad essere incisivi. Sopra la metà campo, “I quattro cavalieri dell’apocalisse” non riescono mai a trovare lo spunto giusto per ferire la difesa avversaria. “Parola di Yahweh” Raffaelli, “Genzianè” Fontanelli, “Bomber della Busa” Marinaro, “Surface to Air Missile” Tranquillini, nessuno, ma proprio nessuno si salverà, alla fine, dall’impassebianconera. Il Marco è più propositivo e verso la seconda metà del primo tempo riesce a trovare il meritato goal dopo un’indecisione del “Cavaliere del Santo Graal”. 1-0 per il rossoneri di mister Ferrari da Lizzana. Nella seconda frazione di gioco il Rovereto cambia: entrano “La elegancia de Colombia” Bocanegra in difesa, “Il Comico (Sai che risate)” Salvetti a centrocampo, “Bomber di Castellano” Dacroce, “Justin Bever” Manica e “Freestyler” Campolongo in avanti. La situazione migliora. Il Marco è più stanco e il Rovereto prova in tutti i modi a imporre gioco per agguantare l’1-0 e per poi provare a vincere il match. L’atteso 1-1 a metà del secondo tempo porta la firma di “Bomber di Castellano” abile a sfruttare una buona azione di “Justin Bever” e caparbio nel depositare la palla in rete. Negli ultimi 15 minuti di orologio le zebrette proveranno a sferrare il colpo letale ma senza mai riuscire a impensierire più di tanto la difesa ospite. Al 90′ l’arbitro Tomasini decreta la fine del match. Musi lunghi, qualche screzio. Un pallone perso, che per una squadra autogestita è come per me perdere la tesserà del Planet Pizza arrivato a 9 pizze (la decima è gratis). Al bar analisi degli errori, ripensamenti e sorrisi tirati. Tutti consapevoli di aver gettato una buona occasione a pochi giorni dalla coppa. Tutti sanno che qualcosa non è andato. Tutti sanno che qualcosa in più lo avrebbero potuto dare. Niente drammi, lo ripetiamo. Ci siamo. Vogliamo fare bene. Ripartiamo da qui, dalle cose meno positive. Quello che disse Brera resterà nella storia e nell’ironia dell’articolo. Da oggi testa bassa e “umiltè” come insegna Arrigo Sacchi. Dopotutto, l’aforisma “Quando perdi, non perdere la lezione” non l’ho inventato certo io, ma un saggio di nome Dalai Lama. Forza Rovereto. Sempre. E oggi più di ieri.

Ps: Complimenti a Mister Ferrari e a tutto l’Us Marco per l’ottima partita disputata al Quercia e in bocca al lupo per il campionato. Grazie ancora a Tomasini per l’impeccabile arbitraggio. Grazie a “Mi som l’agricolo, som l’agricolo” per aver, ancora una volta, evitato di sfoggiare le scarpe più brutte del mondo, definite dal grande stilista giapponese Yohji Yamamoto “il più grande obbrobrio della storia delle scarpe da calcio“.

Al via la campagna abbonamenti 2015/2016

Sono disponibili a partire da oggi i preabbonamenti per la stagione 2015/2016 della prima squadra del Rovereto. Con 50 € potrete assistere a tutte le partite casalinghe di campionato e di coppa dei bianconeri.
L’acquisto del preabbonamento vi consentirà di ritirare l’abbonamento ufficiale presso la biglietteria dello stadio Quercia prima di una qualsiasi partita delle zebrette.
E dove si trovano?! Vi chiederete…Con calma vi dico tutto. Sono due i posti prescelti (in verità tre, ma vi spiego strada facendo): presso il Circolo Santa Maria già a partire da sta sera.
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Passate dal Circolo, dai, troverete buona musica, un ambiente tranquillo in cui passare la vostra serata da soli o in compagnia, davanti a un ottimo bicchiere di vino. Il tutto accompagnati dall’ospitalità genuina e unica di Cimo e Tech; oppure da lunedì 24 presso il Rovereto Calcio Club (da Ivano) sito in Piazza Achille Leoni (meglio conosciuta come Follone). Ricordate di indossare il costume da battaglia per entrare dai nostri tifosi storici e ricordate di non prendere l’auto: il bicchiere di bianco è sempre dietro l’angolo.
E poi li potrete anche trovare semplicemente alla biglietteria dello stadio domenica prima della partita di coppa delle zebrette contro il Castelsangiorgio.

Sostieni anche tu l’US Rovereto. Sostieni anche tu la squadra della tua città. Abbonati per la causa (Ti puoi anche abbonare e la domenica decidere di andare al lago, al mare, in montagna o al Millenium. Alcuni lo fanno). Insomma avrai capito che abbiamo bisogno del sostegno di tutti, giovani, meno giovani, donne, anziani! Vi aspettiamo numerosi sulle gradinate del Quercia. Forza Rovereto. Sempre

Ultima settimana di allenamenti prima della Coppa

Si è conclusa giovedì la terza settimana di allenamenti per i bianconeri del duo Manica-Giovanazzi. Iniziata il 27 luglio, la preparazione continuerà anche questa settimana in vista del primo match di Coppa Provincia previsto per il 23 agosto. Ci teniamo a ringraziare “l’uomo che incita” per la dedizione e la passione ma non solo. Un grazie anche ad Andrea Togni “l’uomo che sussurrava ai cavalli” e a Paolino “911” Eccher, il primo preparatore, il secondo spalla destra de “l’uomo che incita”. Inoltre, rendiamo omaggio a un altro grande personaggio che dalla scorsa settimana ha deciso di aiutarci e sostenerci: Luca “Chitarra” Bertolini, che avrà il compito di allenare “Everwood” e Pinter. Avanti così! E forza Rovereto. Sempre.

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Il Rovereto si aggiudica il 23° Torneo Città di Mori “Giuseppe Zanghielli”

I bianconeri del duo Manica-Giovanazzi si aggiudicano il 23° Torneo città di Mori Giuseppe Zanghielli. In campo, per il triangolare, Mori Santo Stefano, Comano (entrambe le squadre militano nel campionato trentino di Eccellenza ) e Rovereto.
Nella prima partita di ’45 minuti le zebrette affrontano la compagine di mister Davide Zoller. I gialloverdi, retrocessi l’anno scorso e volenterosi di fare nuovamente il salto di qualità, mettono in campo una squadra giovane ma di esperienza, capace di tenere in mano le redini del gioco, di creare azioni pericolose a ripetizione e di bucare la porta di “Everwood” Chiodini per ben due volte. Il Rovereto alterna buone azioni a momenti di black-out totale. E’ proprio da due errori commessi dai bianconeri che i moriani riescono a segnare, prima con Holler, caparbio nello sfruttare una sponda di Pedrotti e poi con il giovane Nicolodi. I ragazzi di Manica-Giovanazzi provano a reagire ma con poca incisività: in due occasioni però è bravo il portiere avversario Todesco: su “Surface-to-Air-Missile” Tranquillini e sulla bomba del “giocatore più forte di Cà Bianca” Ponticelli dai 30 metri. Sul finire del match il Rovereto accorcia le distanze: il “Bomber di Castellano” Dacroce mette in mezzo un’ottimo pallone che“il Bomber della Busa” deve solo appoggiare in rete. 2-1, partita finita.
Avendo perso il primo scontro il Rovereto è costretto ad affrontare immediatamente il Comano di mister Ferrari. Intanto, sopra il Comunale, è scesa la notte. Si accendono i fari. E con i fari si accendono anche le zebrette. Il Comano lascia più spazi e questo consente agli uomini di Manica-Giovanazzi di imporre facilmente il tiki-taka. Le sortite roveretane permettono ai roveretani di passare in vantaggio già al 6°: dopo un’ottima azione corale il “Bomber di Castellano” supera con un pallonetto il portiere avversario; “Il Bomber della Busa”, lesto come Inzaghi ai tempi d’oro, si avventa sul pallone e deposita in rete di testa. 1-0. Sulla cresta dell’onda il Rovereto morde ancora: “il Bomber di Castellano” recupera palla sulla trequarti, supera alcuni uomini con dribbling fulminei e dai 20 metri batte con un preciso rasoterra Rossi. 2-0. Da qui alla fine il risultato non cambierà più. Al triplice fischio il Rovereto deve solo sperare in una vittoria del Comano contro il Mori. L’1-0 sarebbe il risultato perfetto che permetterebbe alle zebrette di vincere il torneo e prendersi una bella soddisfazione. Detto fatto. Comano batte Mori 1-0 con rigore di Poli. I giocatori bianconeri sorridono, chi al bar, chi a bordocampo. Seguono la partita tesi. Molti penseranno: “É solo un torneo estivo dove i veri valori lasciano spesso il posto a tatticismi e tentativi di trovare il miglior assetto di gioco”.
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Beh, abbiamo vinto noi e possiamo esserne felici, perché nel terzo anno di autogestione affrontare squadre così ben organizzate e vincere ci consente di guardare avanti con fiducia e di spenderci sempre di più nel progetto Cooperativa. Dopo la premiazione pasta per tutti. Doppia razione per tutti. Alcuni bramerebbero anche la terza. “Colui che incita” mette il veto. Poco importa. Va bene così.
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Abbiamo vinto noi, vestiti casual, senza tuta né stemmi. Senza soldi né campi di proprietà. Noi, animati solo da una passione senza confini e accerchiati da staff e tifosi senza eguali. Noi.

Ultima cosa: complimenti agli avversari per l’impegno dimostrato sul campo e in bocca al lupo ad entrambi per il campionato!! E grazie ancora alla dirigenza del Mori per la buonissima pasta!!!!

Forza Rovereto, sempre.