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Rovereto-Fersina 1 a 1: un pareggio agrodolce

Rovereto, Stadio Quercia. Ore 15.30. Una domenica di settembre accoglie in un clima più estivo che autunnale due squadre di pari posizione che cercano punti e riconferme.

Il primo tempo vede il Rovereto spingere sull’acceleratore, anche se i primi tentativi sono per gli ospiti che già dai primi minuti fanno ben capire le loro intenzioni.
Con un paio di tiri da fuori area cercano di impensierire “Chiodo” Chiodini che però è sempre attento e battezza fuori le conclusioni avversarie, dei sussulti fini a se stessi.

questo non spaventa affatto i ragazzi che fanno loro un primo tempo dove gli avversari sembrano assopiti dal tepore del sole di settembre.

Al 13′ il primo lampo con un tiro di Campolongo “il Giovane Illusionista” che va a colpire il montante alla destra del portiere perginese. Azione suuccessiva una palla bassa di “Bomber” Manu Dacroce per Marinaro “la Tarantola Umana” viene afferrata dall’estremo difensore ospite che anticipa la punta bianconera.

La Fersina si fa vedere più tardi dalla parte di “Chiodo” con un tiro di poco a lato e qualche bel traversone che il portierone roveretano fa suo senza problemi.

Al 30’un millimetrico lancio del “Geometra” Salvetti a pescare quel dinocolato di un Marinaro che nel cuore dell’area avversaria si gira molto bene sul marcatore e spara un tiro a cui l’estremo difensore avversario risponde molto bene parando in due tempi.
Questo è solo il preludio del gol che arriverà appena due minuti più tardi quando “Bomber” Manu Dacroce dalla trequarti avversaria pesca con una bella palla filtrante sopra la testa dei difensori l’accorrente “Giovane Illusionista” che appena entrato in area spara un diagonale che non lascia scampo al portiere perginese.
Well Done Campo! 1 a 0 Rovereto!

Pochi minuti più tardi l’occasione per il raddoppio, “la tarantola umana” al limite dell’area si gira bene e vede l’accorrente “Mr. Pedro” (L. Pedrai) ben smarcato dall’altra parte del forte perginese e incredibilmente lo pesca con un lancio millimetrico, “Mr. Pedro” controlla e spara ma un difensore in extremis riesce a respingere la conclusione prima che arrivi alla porta.

Nota: il politecnico di Milano in collaborazione con il politecnico di Torino ha deciso di avviare un progetto di ricerca per svelare i misteri nascosti dietro le scarpe di Marinaro per il precedente lancio, apparso a molti, TROPPO PRECISO! :)

Si va a riposo con il Rovereto in vantaggio e tanta stanchezza dopo un primo tempo di grande intensità.

Ahimè, si inizia la seconda parte di gioco con il gol ospite che nasce da un batti e ribatti tra “U Professò”(M.Giovanella) e “El Capitan” (Paolo Maria Festi) che in un attimo di confusione pasticciano un po’ finché la palla arriva all’attaccante della Fersina Nonaj che da dentro l’area la piazza alle spalle del portiere bianco nero.

Al 12′ altra buona occasione perginese di testa che per fortuna del Rovereto si spegne di poco a lato.

Finalmente si rivede il Rovereto che con “El Capitan” e una delle sue famose discese sulla sinistra confeziona poi un cioccolatino per “la Tarantola Umana” che tira in porta ma trova un attento portiere che gliela devia in calcio d’angolo.

Pochi minuti più tardi al 19′ un lancio celestiale di “Mr. Pedro” viene recapitato sui piedi di Campolongo che spara sul primo palo della porta del Fersina dove nuovamente il portiere fa la sua sporca figura e mette a lato.

Successivamente “Bomber” Manu Dacroce scaglia una saetta dai 30 metri che passa a fil di traversa. Qualche minuto più tardi lo stesso Dacroce con una serpentina di dribbling semina il panico nell’area avversaria e serve “Mketto Risvoltino” (M.Manica) che però viene fermato da un difensore giallonero.

Si rivedono gli ospiti con un paio di occasioni del solito Nonaj, il più pericoloso degli ospiti, e su un traversone il colpo di testa di Touzri nei minuti finali spaventa un pochino le zebrette.

Il match si conclude con 4′ di recupero dove le squadre ormai compassate dall’intensità della partita non si fanno male e si chiude senza occasioni degne di nota.

Adesso testa e gambe a domenica prossima, si va nella terra dei porfidi. FORZA ROVERETO!

Us Rovereto in rimonta: 2-1 con la Vipo Trento

La storia che leggerete in seguito é pura invenzione del redattore. Solo la cronaca della partita é reale.

Rovereto, stadio Quercia. La narrazione questa volta sarà diversa dal solito. Usciamo dal solito schema, che ci piace tanto utilizzare, di una scrittura fatta dai giocatori, di una partita narrata da chi in campo soffre, lotta, spera. Proveremo a raccontare la partita dagli occhi di un tifoso. Non un tifoso qualunque. Uno speciale, per tanti motivi. Esco di casa, questa mattina presto, e nella bussola delle lettere trovo una busta chiusa che riporta la scritta: “Bravi ragazzi, è stata un’emozione indimenticabile. Forza zebrette”. La calligrafia è tremolante, ma leggibile. Azzardo un’età, ma la tengo per me. Mi siedo alla scrivania e strappo lateralmente la busta per estrarne il contenuto. Una missiva datata 4 ottobre 2015, ore 20.24. La leggo tutta d’un fiato. E’ romanzata, come piace a me. Vi sono dettagli, particolari, emozioni. Capisco subito.

“Cari ragazzi, questa mattina, al risveglio, il mio pensiero è andato a voi e alla vostra partita del pomeriggio. Anche oggi, come ogni partita in casa, io sarò sugli spalti, seduto al solito posto. Se potessi verrei anche in trasferta per vedervi giocare. Scavalcherei monti, affronterei chilometri per starvi accanto. Purtroppo non posso, il fisico non lo permette più. La vita mi ha dato uno schiaffo tempo fa. Non importa, ci sono comunque. E ci sono sempre col pensiero. La giornata uggiosa per un attimo mi ha fatto pensare che non avrei potuto assistere alla vostra gara con la Vipo Trento. Ho sentito che la squadra dell’ex Jimmi Lazzeri è messa bene in classifica. Ho sentito anche che però voi vi state riprendendo, siete più convinti, più aggressivi. Insomma, l’atteggiamento è cambiato e con voi anche i risultati. Sono fiducioso. Di natura, sono fiducioso sempre. Sarà che la vita mi ha insegnato ad esserlo. Sarà che ho vissuto in un posto lontano, sono cresciuto in un posto lontano, dove ho imparato ad apprezzare le piccole cose e ad amare quello che la vita mi dona, tenendomi stretto sempre tutto. Ieri, sapete, ho trascorso tutta la partita con accanto una persona che queste cose le conosce. Anche lui, amico di terre lontane. E’ stato bello gioire insieme. Dicevo, ho smesso di temere perché poco prima della gara un sole battente ha deciso di sorridere, di sorridermi. Sono pronto. Andiamo. Arrivo e mi siedo. L’ho già detto, solito posto. Vi guardo, vedo impegno nel riscaldamento. Rabbia, decisione. Lo so, volete vincere. Io, invece, voglio vedervi vincere. Al via sono emozionato, come ogni volta. Vi guardo, attento. Sembrate partiti con il freno a mano tirato. La Vipo pare più dinamica nei minuti iniziali, più convinta. I minuti passano e le mie sensazioni cambiano. Bellissima l’azione che ha portato al rigore: se non ricordo male, Mimmo dalla fascia destra ha trovato Manuel sulla trequarti. Manuel si è girato, ha saltato un avversario, ha fatto filtrare una palla stupenda per Michele che ha tentato di superare Fontana che lo ha travolto. Calcio di Rigore. Sul dischetto va Juri. Parato. Non c’è problema, andate avanti. Io sono con voi. Succede poco altro, nel primo tempo. Nel secondo tempo inizia a piovere forte, molto forte. Il Quercia sembra una piscina! Siete convinti, lo capisco. Ci credo. Ci credo ancora di più quando andate sotto di un goal, dopo il rigore segnato da Pontalti. Vi guardo spingere, accelerare, provarci con qualche tiro da fuori, qualche cross, qualche giocata importante. Fischio dell’arbitro. Calcio di rigore per voi, per noi. Sul dischetto questa volta ci va Paolino: goal. L’emozione è forte. Sapete, io non posso esprimerla come tutti. Esce in maniera differente ma la sento, la esprimo a modo mio. Le mani si stringono alle gambe. Potete farcela. Vorrei alzarmi, incitarvi, spronarvi a dare sempre di più. Aiutarvi a non mollare mai perché ce la potete fare. Ad ogni vostra azione sento il cuore battere più forte. Tutti intorno a me urlano, vi spingono in rete. Io lo penso e per me ha lo stesso valore. Al 90° una giostra di emozioni: Marco va, scaraventa una palla in mezzo all’area e Lorenzo spedisce la palla nell’angolo basso alla destra del portiere. 2-1 ragazzi. Che bello vedervi gioire in mezzo al campo. Si vede che quell’esultanza non è solo conseguenza di un goal. E’ conseguenza di un duro lavoro, di un progetto, di dedizione e di amicizia, quella vera. Vi vedo scivolare sul campo bagnato e vi seguo in trepidazione fino al fischio finale. Sorrido leggermente. L’emozione è tanta. Sono i miei occhi a parlare, sono le lacrime a raccontarvi che anch’io sono con voi, che ho vissuto ogni istante intensamente, anche se in modo diverso. Sono le lacrime che vi raccontano chi sono. Bravi ragazzi, avete dimostrato carattere. Ve lo meritate. Lascio lo stadio e torno a casa. Dentro di me una girandola di emozioni, di sensazioni positive. Non ve le posso raccontare a voce. Non più. Ma posso scrivere, devo scrivervi quello che ho provato. Le mie righe sono indirizzate a tutti voi che con la voglia di lottare siete riusciti a rimettere in piedi un risultato apparentemente negativo.
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Dedico a voi la mia lettera, a voi che mi avete fatto emozionare. Lo so, è solo una partita di calcio, una tra tante direbbero in tanti. Per me no. Ieri, nell’aria, c’è stato qualcosa di più importante, ve lo ha detto anche uno stupendo arcobaleno che ha fatto da cornice per molto tempo alla vostra partita. Continuate così. Ci vediamo alla prossima partita. Io sarò sempre seduto al solito posto”.

Un punto di vista diverso. Un punto di vista speciale. Grazie

Forza Rovereto, sempre.