Tante le novità in casa bianconera

Tanti i volti nuovi dell’Us Rovereto 2015/2016. La squadra del duo Manica-Giovanazzi si è rinforzata quest’estate inserendo elementi di valore in una rosa già rodata e affiatata. Giocatori che, sicuramente, permetteranno alle zebrette di fare un salto di qualità necessario per le sfide del campionato di Promozione. Un plauso particolare al “duo” in grado di portare all’ombra del Quercia atleti in linea con lo spirito della cooperativa bianconera: costo zero e impegno, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Iniziamo dalla difesa, reparto che più di tutti necessitava di nuovi tasselli. Purtroppo la perdita di Leo “Top Gun” Scottini, i problemi al ginocchio di Mario “Sinistra destra solo tu!” Bevacqua (la prognosi ha tempo indefinito – “Forza Marione siamo tutti con te”) e il lento recupero del nostro futuro Capitano-Presidente-Presidente “Ad Honorem” Gianesini, hanno costretto “il duo” a trasformarsi in infermieri (senza offesa all’uomo in più del Pronto Soccorso di Rovereto Paolino Eccher) e a sanare, dove possibile, la “cortina di ferro” roveretana.  

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Yuri Ponticelli

Torna a casa Yuri Ponticelli. Il ragazzo di Ca’ Bianca, reduce dall’esperienza alense, sposa a pieno il sodalizio roveretano. Titubante inizialmente, si mostra pieno di entusiasmo e decide di ri-vestire la maglia del Rovereto. Copio una dichiarazione del centrale di difesa a Gazzetta.it: “Torno a zugar, ma sol a Roveredo, la squadra de la me zità”. Continua Yuri nella sua intervista: “Chi l’è bel, no se zuga per i soldi ma per la maia”. Insomma, le zebrette ritrovano un grande calciatore e un ottimo ragazzo che per motivi fisici la scorsa stagione aveva dovuto dismette la maglia biancoceleste. In campo e fuori dal campo, siamo certi che Yuri saprà dare un enorme contributo alla causa bianconera.

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Mimmo Agatiello

Si tratta di ritorno a casa anche per il giovanissimo terzino Mimmo Agatiello “colui che prima di nascere era già professionista”. Agatiè, “l’uomo del Sud trapiantato al Nord”, torna al Quercia dopo una anno trascorso tra Mori e Trento. Il giovane Mimmo non è una novità, dicevamo. Anche lui, infatti, ha partecipato alla “Caporetto” di due anni fa (per chi non lo sapesse Caporetto = disfatta = retrocessione dell’Us Rovereto in Prima Categoria). Con Mimmo Agatiello arriva anche il padre Rocco, inesauribile grande tifoso, presente sempre agli allenamenti e alle partite. Bentornato Mimmo. E a questo punto, bentornato Rocco!

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Federico Ignaccolo

Passiamo a un altro giovane: arriva dall’Arco Federico Ignaccolo. Stesso ruolo di Mimmo: terzino. I giornali raccontano che può giocare sia a destra che a sinistra. Sono chiare, a questo punto, le preoccupazioni di Marione Bevacqua: “Sia chiaro che ‘sinistra destra solo tu!’ deve rimanere il mio coro”. Tranquillo Mario. Torniamo a Federico. Per avere un breve profilo del giovane della “busa” ci affidiamo al suo agente, anche lui della “busa”, Michele “Mari” Marinaro: “Federico Ignaccolo, ragazzo del ’95 proveniente dal settore giovanile dell’Arco, dove esordisce in prima squadra ben tre anni fa dimostrando subito grandi qualità e potenzialità. La rottura del legamento crociato e una serie di infortuni muscolari correlati ne minano molto il rendimento negli ultimi due anni. Ora sembra tutto passato e mister Giuly è riuscito ad assicurarsene le prestazioni. Un giovane molto entusiasta e pronto alla definitiva consacrazione”. Grazie, quindi, al “bomber dell’area piccola” Marinaro, capace anche, quando serve, di vestire i panni del procuratore.

Bene. Difesa completata. Passiamo all’attacco. All’attacco inteso come reparto. Dopo la partenza (fine attività) di Franz Bertè e il parziale ritiro dal calcio giocato di Andrea Togni (ad oggi preparatore atletico della squadra) il reparto avanzato bianconero è sceso sul mercato e lo ha fatto col botto.

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Daniele Campolongo

Riprende il suo posto in spogliatoio Daniele Campolongo “colui che prima di Quaresma faceva la rabona”. Il 33enne “de Norei” (Noriglio), aveva lasciato il Rovereto nell’anno della retrocessione per accasarsi al Castelsangiorgio. Ora torna, con l’entusiasmo di un bambino, “a casa” e pronto a riconquistarsi la maglia numero 10 che tanto ama. Quanto la ama? Aneddoto: Piazza delle Erbe, Rovereto, luglio 2013, prima stagione della neonata cooperativa Rovereto: “Se non mi date il 10, lascio la borsa”. Bentornato Kemp.

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Marco Tranquillini

Passiamo ora a un altro acquisto, anche questo un ritorno (anche se di anni ne sono passati) molto gradito. Arriva dal Mori Marco Tranquillini. Marco nelle giovanili aveva vestito la maglia bianconera, quindi questa è una casacca che gli sta a cuore. A proposito lunedì ci ha confidato: “Questo è il nono anno che faccio a Rovereto”. Quasi come se non ci fosse stata nessuna esperienza calcistica in mezzo. Bravo Marco. Motivo in più per apprezzare la sua scelta. “Tranqui” ha un curriculum alle spalle di tutto rispetto, pur essendo molto giovane. Non staremo ad elencare né goal né presenze (perché dovremmo farlo con tutti e io avrei anche da fare). Ma siamo certi che “Bomber T.” lascerà il segno, contribuendo con i goal e la generosità in campo, a rendere il Rovereto una squadra ancora più competitiva.

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Mirko Manica

Anche l’ultimo “acquisto” Mirko Manica (di proprietà del Rovereto, ma, consentitemi, “acquisto” suona più glorioso), meglio conosciuto come il “Justin Bieber-Bever” di Calliano è un altro reduce della retrocessione bianconera. Accasatosi a Mori nella scorsa stagione, Mirketto ritorna zebretta con un’esperienza importante alle spalle e con la solita spensieratezza che lo contraddistingue. Maturando da pochissimo è ora disperso in qualche luogo marittimo con gli amici. AAA cercasi Justin. Ti aspettiamo.

Vorrei concludere con un saluto speciale: si sa che nel calcio c’è chi va e c’è chi viene. L’entusiasmo per i nuovi arrivi non ci impedisce di salutare e di fare un grosso in bocca al lupo a “Edu” Grazioli che dopo la stagione vincente a Rovereto lascia le zebrette per provare l’esperienza in Eccellenza con il Mezzo. Peccato Edu. Rammaricate anche le “Teste di Cane”, che dopo la notizia del trasferimento dovranno chiudere nel cassetto la bandiera brasiliana che per più di un anno ha sventolato sui campi del Trentino. Caro “Edu”, vogliamo salutarti con una massima brasiliana: “Se la vita ti dà un limone, fanne una Caipirinha”.

Alla prossima
Forza Rovereto, sempre.
Giova