Prima di Coppa: 2-2 con il Castelsangiorgio

Questa mattina (sono in preda al blocco dello scrittore da lunedì) stavo ripensando alla  partita di domenica, soprattutto pensavo a cosa scrivere, a come dare forza alle parole, a come rendere tutto ironico anche a fronte di una partita che d’ironico non ha avuto proprio nulla. La scorsa settimana ho fatto una ramanzina per il pareggio con il Marco in amichevole, figurarsi cosa posso scrivere per questa partita di Coppa finita 2-2. Una partita carica di amarezze e rimpianti, a mio modesto modo di vedere le cose. “Hello? Is there anybody in there? Just nod if you can hear me…” (Trad: Pronto? C’è qualcuno qui dentro? Fammi un cenni se mi senti) suonavano i Pink nell’89 in Piazza S.Marco, Venezia. L’avessero suonata domenica dal piazzale del Quercia in pochi avrebbero risposto “Si pronto, ci siamo”. Il ragionamento è contorto. Contorcetevi per capirlo. Come detto prima, 2-2. Le zebrette di Savitr sono costrette a inseguire un Castelsangiorgio giovane e tonico, difensivista ma spietato quando si è trattato di buttare la palla in rete. Inseguire, già. Proprio come il povero Willy era costretto a inseguire Beep Beep  oppure come l’ispettore Zenigata con Lupin. La lista nella storia dei cartoni è lunga. Però c’è una differenza. Nei loro tentativi di acciuffare i diretti concorrenti, Willy e Zenigata fallivano sempre. Noi no, per fortuna. Noi al ’92 il pareggio lo abbiamo conquistato, con i denti, con la rabbia, con l’orgoglio. Prima abbiamo dovuto recuperare l’1-0, poi il 2-1. A noi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, in questo caso. Il pubblico è numeroso sugli spalti del Quercia. Teste di Cane di là, Tifosi storici di qua. Ma non solo. Qualche allenatore, qualche ex giocatore e molti familiari venuti al Quercia per vedere i propri figli giocare: “L’è me fiol, l’è me fiol” grida qualche mamma. I bianconeri partono bene, mantengono il pallino del gioco e il baricentro piuttosto alto. Creano poco, nei primi minuti. Merito di un CSG arcigno, ben disposto in campo, compatto e rinnovato, direbbero alcuni. Demerito del Rovereto, direbbero altri.  Rinnovato il CSG, perché in estate si è ritrovato a fare i conti con una squadra dimezzata. Molti pezzi pregiati hanno fatto scelte diverse: i vari Lanaro, Gasperotti, Fait ecc. Inoltre mancavano nella sfida di domenica due giovani interessanti e ormai pilastri della squadra come Trainotti e Dalbosco. Dicevamo. Le sortite bianconere portano alla conclusione prima “Lonely Planet” Ignaccolo e poco dopo “Bomber della Busa”, purtroppo con scarsi risultati. C’è chi recrimina per un mani in aria sul colpo di testa di “Lonely”, chi dice che la palla sia finita sulla schiena di “Bomber della Busa”, chi non ha visto nulla. Mah, tutto un caos. Va bene così. “Rigore è quando arbitro fischia” avrebbe detto il compianto Vujadin Boskov. Così come spesso accade nel calcio a pochi minuti dalla fine è il CSG a passare in vantaggio. Punizione laterale sulla sinistra, palla sventagliata in mezzo e goal di testa di Mutinelli. Fine del primo tempo. All’inizio del secondo il Rovereto entra in campo più convinto. Prova a creare di più e finalmente riesce a raggiungere il pareggio. L’azione è da manuale. “Bomber di Castellano” Dacroce, per “Bomber della busa”, “Bomber della busa” per “SAM” Tranquillini, “Bomber”, “SAM”, SAM”, “Bomber”, “Busa”, “Castellano”, “Castellano”, “SAM” e palla schiaffata in rete da “Bomber della busa”. Palla al centro, non per Rudi, ma per il Rovereto. Spingiamo. Spingiamo. Ci proviamo. E becchiamo goal. Palla sbagliata a centrocampo, ripartenza avversaria, cross del CSG, uscita a due pugni di “Everwood” Chiodini, batti e ribatti, palla che arriva sul secondo palo e nel tentativo di scagliare la palla in out “L’immensità che diventa regola” Zandonai spedisce la palla nella propria porta. Caspita. Potrebbe sembrare irrecuperabile.

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Manca poco. Ma noi siamo il Rovereto. Ci proviamo. “Le Jardinier” Pedrai prende l’iniziativa, s’ingarbuglia tra tre uomini e prende una punizione al limite dell’area. S’incarica della battuta “SAM” Tranquillini, che ha soprannome “SAM” non a caso (Missile terra-aria): il missile è servito, Saiani non trattiene e il Rovereto pareggia al ’92. Poco dopo l’arbitro fischia la fine delle ostilità: 2-2. Forse meritavamo qualcosa di più. Forse no. Il giudizio è soggettivo. Ripartiamo da qui, insieme. Perché domenica c’è il campionato e c’è la prima in casa con la Ravinense. Trento permettendo.
Forza Rovereto. Sempre