Risultato tennistico al Comunale: Mori batte Rovereto 6-1

6-1. Già. Dopo le due sconfitte in campionato contro Ravinense e CSG il Rovereto si presenta sul campo amico del Mori per la seconda giornata di Coppa. La voglia di riscatto è tanta. La voglia di fare una bella figura nel derby anche. La serata è settembrina, il caldo ha lasciato posto al fresco autunnale. Seguo dalla tribuna del Comunale la partita. Caspita che tribuna: una pendenza pari alla salita di Scanuppia.

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C’è silenzio. In campo solo il Rovereto. Capisco che c’è qualcosa di strano. Apprendo che la terna arbitrale è in ritardo. La partita inizierà con minuti 30 di ritardo. Le luci dello stadio impediscono di vedere i contorni dell’abitato di Mori vecchio. Illuminato il Santuario di Monte Albano, in una cornice quasi pittoresca. Poco sopra i ruderi del Castello. Affascinante la leggenda legata ai ruderi. Si narra che nel Castello vivesse una principessa, la più bella delle principesse e che i principi di tutti i paesi si presentavano al suo cospetto per chiederle la mano, ricevendo costantemente rifiuto (“Se la tira ‘sta principessa” direbbero in molti). Un tal giorno di un tal anno, un gigante gentile decise “di provarci” con lei invitandola a diventare la sua futura moglie. La principessa, in maniera maleducata rispose al gigante: “Toi stelina, bademe a mi. L’è na vita che i me domanda en sposa. E’ pasà de chi fior fiore de principi, bei, alti, muscolosi, pieni de soldi. Ma secondo ti, vago a sposar en cesso come ti?” (Trad: Mi dispiace, non ti sposo). Indiavolato, e con ragione, il gigante buono decise di sferrare un “cartone” (pugno) megagalattico sulle pareti del Castello, mandandolo in rovina. Questa è la leggenda. Mi hanno sempre affascinato le leggende. Poco più sotto, al Comunale, un’altro gigante sta per sferrare un “cartone” ben più doloroso alla sua preda. Vediamo come. Mentre l’arbitro fischia l’inizio il Mori è già in vantaggio. Nawaf Al-Abed nel 2009 aveva impiegato ”2,72 per segnare un goal il 2 settembre in Al-Hilal – Al Shoalah 4-0. Eric Holler del Mori ”48, il 9 settembre 2015 in Mori – Rovereto 6-1.

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Il volto preoccupato di Marione Bevacqua in tribuna

Fantasmi delle partite precedenti. Dobbiamo reagire. “Dai ragazzi, dai ragazzi, dai ragazzi”, Pellegatti docet. Ma nulla. Il Mori è un treno in corsa. Devastante. “…ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite…” cantava nella sua celebre “La locomotiva” Francesco Guccini. Holler un’altra volta. Holler ancora. Come la dinamite. 3-0. Tutti negli spogliatoi. Al rientro la storia non cambia. “Macho” Deimichei per ben due volte e l’ex bianconero Morgan Cristellotti bucheranno la porta difesa da Pinter. Il goal della bandiera è di “Bomber di Castellano” abile a saltare un paio di giocatori neroverdi e dal limite dell’area infilare con un bel diagonale la porta ben difesa da Todesco. “Bei cavi ma poca uva” dicevano i contadini in passato. “Bagno d’umiltà” ha ripetuto qualcuno che di calcio ne ha visto parecchio. “Ripartire” dicono altri. “Ritrovare l’amore per il pallone” ha suggerito l’amico “911”. “Insieme” dico io “per la maglia che portiamo, che è diversa da tutte le altre. Per il gruppo che siamo. Che è più bello di tutti gli altri. Per la storia che abbiamo alle spalle. Una storia che abbiamo contribuito a scrivere e che merita di essere portata avanti con grinta e serenità”.

Forza Rovereto. Sempre.